Madoka Magica – Recensione

Nome completo: Puella Magi Madoka Magica

Studio: Shaft

Genere: majokko, drammatico

Episodi: 12

 

Introduzione

Madoka Magica è considerato un caposaldo del genere “majokko”, quello cioè che ruota intorno ad un gruppo di ragazze con poteri magici.

Lo studio Shaft, autori della prestigiosa e acclamata serie “monogatari”, con quest’opera reinterpreta il genere, introducendo una storia drammatica e caratterizzata da dilemmi e scelte morali di rilievo, che rendono Madoka un anime da aggiungere alla mensola dei seinen (anime per adulti).

Per via delle tematiche trattate e la crudezza di alcune scene, Madoka è classificato come Pegi 13, di certo non un anime per bambine in tenera età. Madoka riscontra successo sia nel pubblico femminile, sia nel pubblico maschile.

Storia – Il prezzo di un desiderio

La prima scelta che la storia propone è presentata da Kyubey a Madoka e Sayaka. La creatura infatti propone loro la possibilità di diventare ragazze magiche in cambio di un desiderio qualsiasi.

Le ragazze si soffermano a lungo su questo dilemma, con prospettive di certo diverse.

Madoka desidera per natura aiutare gli altri, e vede la trasformazione in ragazza magica come un’opportunità per acquisire la forza che, dal suo punto di vista, non possiede. È possibile trovare alcuni indizi dell’origine di questa sua aspirazione nella sua famiglia: il padre è un uomo gentile e delicato, che si occupa delle faccende di casa, mentre la madre è una donna in carriera, sicura di se stessa, che comunicherà a Madoka il valore di “fare la scelta sbagliata”.

Sarà Sayaka, però, a scegliere per prima di diventare una ragazza magica, poiché, nel tentativo di salvare la sua amica, sotto l’influenza di una strega, Madoka si troverà in pericolo di vita. Sayaka ha già un desiderio da realizzare: vuole donare al ragazzo che ama la possibilità di usare di nuovo le mani, per poter tornare a suonare il violino. È un desiderio semplice, che però restituirà la speranza al ragazzo, la forza di vivere ed andare avanti. La scena in cui il giovane suona l’Ave Maria sul tetto dell’ospedale comunica con forza il risultato della gentilezza di un desiderio come il suo al cuore dello spettatore.

Nonostante i sensi di colpa e la convinzione di essere debole, Madoka resisterà alla tentazione di esprimere il suo desiderio. Madoka ama la vita, e ha paura di metterla in gioco negli scontri contro le streghe. La morte di Mami non farà altro che trasformare la paura in terrore: Mami morirà in modo terribile, la sua testa mozzata poco dopo aver desiderato di combattere al fianco di Madoka quand’ella avrebbe deciso di diventare una ragazza magica come lei. Mami si è sempre sentita molto sola, e unire le forze con Madoka rappresentava per lei la felicità. Non sarà però fortunata e il suo vero desiderio non sarà mai realizzato. Mami, infatti, ha già espresso il suo nel processo di trasformazione, al fine di sopravvivere ad un incidente d’auto che altrimenti sarebbe stato mortale per lei.

Un altro fattore determinante che trattiene Madoka dall’esprimere il suo desiderio è Homura, che interviene ogniqualvolta la ragazza si trova nella situazione in cui esprimerlo potrebbe determinare il bene di qualcun altro, come, per esempio, quando Sayaka e Sakura si sfidano all’ultimo sangue.

La verità sul prezzo di diventare una ragazza magica è presentata a circa metà della storia: una ragazza magica si trasforma inevitabilmente in una strega, prima o poi. La speranza che porta al mondo quando combatte come ragazza magica è compensata dalla disperazione che diffonde quando in forma di strega. Nella trasformazione da maga a strega, tuttavia, gli Incubator, una razza aliena di cui fa parte Kyubey, ottengono un’immensa quantità di energia, necessaria, in prospettiva, per preservare l’universo dalla morte termica.

Le motivazioni di Kyubey sono dunque razionali, e la creatura semplicemente fa del suo meglio per adempiere il suo dovere. Per quanto non sia incline a mentire, Kyubey non condivide le informazioni che potrebbero pregiudicare i suoi obiettivi con le ragazze, e le “inganna” sfruttando questo vantaggio.

Kyubey seguirà Madoka e continuerà a tentarla fin quando lei ed Homura si troveranno di fronte alla Notte di Walpurgis, la strega più potente della storia. Soltanto lì Madoka deciderà di diventare ragazza magica e di combattere per difendere tutti. E tuttavia, fallirà.

Fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà, fallirà…

Come può qualcuno fallire così tante volte? Dopotutto, essere sconfitti dalla Notte di Walpurgis significa morire. La risposta è, naturalmente, Homura, che ha il potere di viaggiare nel tempo. Il suo desiderio è “Tornare al momento in cui ha incontrato Madoka per la prima volta”.

Il desiderio di Homura è, per certi versi, simile a quello di Sayaka. La differenza fondamentale è che Homura è protagonista del suo desiderio: deve agire attivamente al fine di raggiungere il suo vero obiettivo: garantire a Madoka la felicità. Si renderà conto, però, di aver effettuato un errore di valutazione: in tutti i futuri possibili alla fine Madoka diverrà sempre una ragazza magica, e Homura la vedrà morire innumerevoli volte davanti ai suoi occhi. Nonostante tutto, non rinuncia a riprovare, anche se questo processo la porta ad essere sempre più fredda, razionale e un passo più vicina all’abisso della disperazione.

Questo processo, però, avrà un effetto collaterale: Madoka avrà la possibilità di esprimere un desiderio sempre più potente, al punto di essere in grado di riscrivere le leggi dell’Universo.

Nella linea temporale principale, Madoka avrà quindi la possibilità di spingersi oltre il potere delle maghe comuni, grazie agli innumerevoli sacrifici di Homura. Sublimando, in un certo senso, questi sacrifici, Madoka esprimerà un desiderio rivoluzionario: quello di cancellare per sempre la legge che trasforma le maghe in streghe, così da interrompere il ciclo di speranza e disperazione.

L’intero Universo è riconfigurato, Madoka trascende la sua natura e diviene una divinità, e la disperazione assume una nuova forma: le Bestie Magiche. In questo nuovo Universo, quando una maga muore, semplicemente scompare.

Messaggio – Desideri e Speranza

Il finale è catartico, e rappresentato magistralmente dalla pioggia di frecce che, partendo dall’arco di Madoka, si diffondono nel cielo e attraversano lo spaziotempo, colpendo ciascuna una delle Soul Gem delle maghe, e liberandole dalla disperazione.

Per quanto il trionfo della speranza e la liberazione dal male sia qualcosa di classico, il modo in cui è rappresentato in Madoka è davvero efficace. Questo di certo dipende dallo stile, gentile e delicato, e dalla struttura della storia, che trova la sua massima espressione proprio nel finale.

Se la prima parte dell’anime è necessaria ad introdurne i concetti portanti, la seconda parte, che gira intorno ad Homura e alle realtà parallele, è un lungo climax che culmina nel finale, che trova solide basi nelle differenze tra quelle che alla fine si rivelano essere le co-protagoniste della storia: Madoka ed Homura. La relazione d’amore tra le due protagoniste femminili di certo rende il finale particolare.

Colonna portante del messaggio dell’anime è, comunque, l’equilibrio tra speranza e disperazione, e la correlazione tra queste e il concetto di desiderio.

“La realizzazione di un desiderio comporta una lunga lotta che infine conduce alla disperazione”: questa struttura può essere vista come il capovolgimento del genere majokko, che invece la formulerebbe come “La disperazione conduce ad una lunga lotta che alla fine conduce alla realizzazione di un desiderio”.

Questo è forse il principale motivo di successo della serie, che di certo però è fortemente caratterizzata dallo stile che lo studio Shaft conferisce all’opera.

Stile – Fuori dalla barriera, dentro la barriera

Madoka Magica è caratterizzato da disegni dalle linee delicate e da colori pastello: la gentilezza dei tratti avvicinano l’estetica a quella di un bozzetto, e ne sottolineano gli aspetti delicati e gentili.

madoka_style

Oltre la barriera delle streghe, tuttavia, vi è un completo stravolgimento sia di contenuti che di stile: ci si trova in uno spazio onirico in cui prevalgono caricature, oggetti anomali e creature impossibili. Questo stile comunica un senso di disorientamento ed inquietudine, raggiungendo lo scopo di rappresentare il mondo distorto di una strega, che altro non è che l’espressione della sua disperazione, ormai fuori controllo.

sayaka_witch

La congiunzione delle due scelte stilistiche risulta efficace sia come mezzo espressivo sia come elemento caratterizzante, che rende Madoka un anime unico nel suo genere.

Conclusione

Puella Magi Madoka Magica è un capolavoro dell’animazione, che in 12 episodi riesce ad esprimere un messaggio di speranza passando per una via lastricata di disperazione e sacrificio, attraverso un genere che  mai aveva affrontato il concetto di sacrificio in modo così impegnato. Il conflitto, il dubbio e la tentazione incontrano la gentilezza, la semplicità e la purezza, in un’opera unica e coinvolgente.

RNR: 10/10

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